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I magnifici 12

Finferli
Sono anche conosciuti come galletti, gallinacci, perseghitt, giallarelli. Hanno la forma di un imbuto spesso con i margini irregolari. Il loro colore è giallo, sono abbastanza grossi e la polpa è soda. Dal margine del cappello partono pieghe simili a lamelle che arrivano fino a metà gambo. Esistono molte varietà, ma le differenze tra l’una e l’altra sono lievi e riguardano il colore e la consistenza. Tra i finferli, il più pregiato e venduto nel mondo intero è Cantharellus cibarius. Crescono in tutti i boschi, un po’ scostati dagli alberi, tra l’erba e i soffici muschi.

Come cucinarli. Trifolati con prezzemolo o altre erbe aromatiche; in umido, come contorno per secondi di carne o di pesce. Sono ottimi nella preparazione di sughi per condire pasta fresca e risotti.

Finferle
l La forma a trombetta è simile a quella dei finferli, ma il colore del cappello è bruno scuro sopra e giallo arancio sotto, come il gambo. Questo è sottile, con poca carne perché cavo. Ha un profumo molto intenso che permane anche dopo la raccolta. Le finferle (Cantharellus lutescens) sono abbastanza diffuse, dalle pianure vicino al mare alla montagna, nei boschi di abeti e pini.

Come cucinarle. Trifolate o nei sughi a cui trasmettono l’ottimo profumo e il sapore caratteristico. Ideali come contorno a piatti di carne e di pesce. Possono essere essiccate o messe sott’olio.

Chiodini
l Il cappello, piccolo e solitamente liscio, non è proporzionato alla lunghezza del gambo che è lungo e sottile, con un anello abbastanza evidente. Sotto il cappello ci sono le lamelle che si aprono anche nella parte alta del gambo. Il colore dei chiodini (Armillariella mellea) varia secondo l’ambiente in cui crescono, di solito una parte di tronco malato o morto. È giallo miele vicino a gelsi e robinie; bruno rossiccio se cresce al piede di faggi; sfumato di verde sotto le querce; generalmente bruno nei pressi dei pioppi. I migliori sono quelli di gelso o di robinia.

Come cucinarli. Sono buoni sia in umido che sott’olio, però vanno lessati per pochi minuti prima della cottura e poi tenuti sul fuoco a lungo. Altrimenti mantengono un sapore amarognolo e possono risultare tossici.